Friabile
Il capitalismo del cemento italiano tra crisi e concentrazione - Prima parte
“Tra le migliori imprese dei settori costruzioni ed edilizia per performance gestionale ed affidabilità finanziaria Cerved con sede legale nella regione Puglia”.
Queste sono le motivazioni per cui la Manelli Impresa SPA viene premiata nell’Albo d’Oro “Industria Felix 2025. La Basilicata, la Calabria, il Molise e la Puglia che competono”1. Il premio viene consegnato dalla rivista Industria Felix Magazine periodico di economia diretto da Michele Montemurro in supplemento con Il Sole 24 Ore e Cerved. Ironia della sorte, a pochi mesi di distanza, si riparlerà della Manelli Impresa SPA su diversi giornali locali in giro per l’Italia, ma per motivazioni diametralmente opposte.
Una crescita fulminante
A ricostruire complessivamente la vicenda è Il Post2: a quanto pare molti cantieri di grandi opere finanziate con i fondi del PNRR in giro per il paese sono fermi. Tra questi vi sono: la fognatura di Cruillas, il collettore emissario sud orientale e la fermata Lazio del Passante ferroviario a Palermo, un lotto della superstrada Ragusa-Catania, un segmento del raddoppio ferroviario Catania-Palermo3, la nuova sede della GAMeC (Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea) di Bergamo4, il cantiere del Terzo Valico a Pozzolo5 (Alessandria), la linea T2 del tram a Brescia6, il prolungamento della metropolitana di Genova7 e poi ancora l’ospedale di Este in provincia di Padova, la riqualificazione del Palazzo di Vetro di Ancona dove dovrebbe trovare sede il nuovo rettorato, i lavori autostradali sull’A27 Venezia Belluno8, il sottopasso ferroviario di Montalto Uffugo, lo stralcio B della Variante Aurelia a La Spezia… Difficile mapparli tutti, ma questi cantieri (ed altri) hanno in comune l’azienda di costruzioni che si sarebbe dovuta occupare dei lavori: la Manelli Impresa SPA per l’appunto.
Nella seconda metà del 2025 la Manelli è entrata in crisi di liquidità ed ha smesso di pagare i salari dei lavoratori ed i fornitori. Proteste dei dipendenti hanno avuto luogo in diverse città: lo scorso 28 ottobre era stato convocato uno sciopero ad oltranza dato che l’ultimo salario corrisposto era stato quello di settembre. Dopo le proteste in alcuni territori il committente pubblico aveva provveduto a saldare gli stipendi agli operai. In certi casi, come il prolungamento della metro di Genova, vi è stata la rescissione del contratto con l’azienda. Nonostante la Manelli fosse coinvolta in circa 250 cantieri per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro la notizia del disastro è rimasta confinata ai giornali locali e non è mai divenuta di respiro nazionale. Eppure precedentemente la Manelli Impresa SPA era stata lodata su diverse testate come un esempio del successo italiano nell’ambito delle costruzioni.

L’azienda infatti aveva avuto una crescita vertiginosa che ne ha favorito il successo, quanto la caduta. Il gruppo Manelli nasce nel 1997 come ditta individuale, ma è nel 2008 che inizia la sua corsa per diventare uno dei maggiori general contractor italiani. Nel 2023 diventa ufficialmente una Società per Azioni. In questi 15 anni la Manelli fonda una filiale in Romania ed una serie di imprese sussidiarie tra cui la AICOM Srl che si occupa di lavori stradali ed infrastrutturali necessari per consentire la mobilità su “gomma”, “ferro” e “aerea” e aziende di edilizia privata in autopromozione (cioè in cui i futuri proprietari hanno voce in causa nell’organizzazione dei lavori). Nel novembre del 2024 pare che il gruppo fosse addirittura in procinto di quotarsi in borsa9, salvo precipitare nel baratro dell’insolvenza pochi mesi dopo.
Nel 2024 la Manelli viene annoverata all’undicesimo posto nella classifica GUAMARI10 intitolata “I campioni di crescita nelle costruzioni”. Nel 2023 è al ventiduesimo posto tra le “Top 200 aziende di costruzioni” con una variazione del patrimonio netto del 54,3%11. Insomma, il gruppo non era un colosso del settore della portata di WeBuild, Itinera o Pizzarotti, ma rappresentava un operatore significativo sul mercato, uno di quelli con i maggiori tassi di crescita.
Un tracollo… fulmineo
Come può dunque un’azienda tra quelle con il più alto tasso di crescita, pronta a quotarsi in borsa, crollare in pochi mesi? Al centro di questa storia ci sono gli appalti al ribasso, la finanziarizzazione del settore delle costruzioni e la pioggia di fondi pubblici distribuiti tramite il PNRR.
Il Gruppo Manelli infatti ha messo in campo quello che si potrebbe definire uno “schema Ponzi” legale con gli appalti al ribasso al posto dei presunti “rendimenti astronomici” tipici della truffa. In pratica l’azienda ha vinto un grande numero di gare d’appalto per lavori pubblici con offerte al ribasso, fino al 40 per cento in meno rispetto alla base d’asta. Le banche sono più inclini a prestare denaro ad aziende che hanno vinto appalti pubblici, dunque coi mutui concessi dalle banche la Manelli ha potuto finanziare la sua espansione, vincendo nuovi appalti e potendo così accedere a nuovi prestiti. L’offerta al ribasso dunque veniva, almeno in parte, compensata attraverso la concessione dei mutui da parte delle banche. Salvo che, proprio come in uno schema Ponzi in cui i “rendimenti astronomici” vengono pagati agli investitori con i soldi di altri investitori, basta un minimo errore per rimanere senza liquidità. In questo caso sono bastati dei ritardi nei pagamenti da parte della committenza pubblica per trasformare il cavallo vincente del settore in un ronzino.
Le pratiche finanziarie di Manelli non sono un’eccezione, diverse aziende di costruzioni utilizzano questo modello di crescita, magari in maniera un po’ meno spregiudicata. Ma queste manovre sono possibili solo dentro un ambiente ad alta intensità di investimenti, in particolare di investimenti pubblici. È il caso del nostro paese, dove il cemento è una religione di cui l’intero sistema politico è ferventemente praticante.
La danza della pioggia
Situazioni simili, ma su scala minore (almeno dal punto di vista del profilo delle aziende) si erano già verificate con i Superbonus del governo Conte. Al netto delle truffe conclamate12, tante piccole e medie imprese si erano tuffate sul banchetto, accettando lavori che andavano ben oltre la loro disponibilità di capitale e forza lavoro. Quando la cessione dei crediti è stata perimetrata molte di queste aziende sono entrate in crisi di liquidità, fallendo e lasciando i cantieri delle ristrutturazioni abbandonati da un giorno all’altro. Nel frattempo però il valore aggiunto del comparto nel 2023 ha raggiunto circa 100 miliardi di euro, segnando un aumento impressionante del 42% rispetto al 2019 e del 50% rispetto al 2015.13
Il 2025 ha mostrato segnali contrastanti. Le ristrutturazioni (-18%) e la nuova edilizia residenziale (-5%) hanno segnato importanti cali con la progressiva fine del Superbonus, dunque il settore delle costruzioni sarebbe facilmente entrato in crisi se non fosse per l’intervento miracoloso del PNRR. Secondo quanto afferma l’Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili) il 2026 sarà un anno di ulteriore rilancio del settore: la previsione è che gli investimenti torneranno a crescere (+5,6% su base annua), le opere pubbliche segneranno un progresso del 12% e pure il mercato della riqualificazione abitativa potrebbe tornare in positivo 3,5% grazie alla proroga per 12 mesi degli incentivi fiscali prevista nell’ultima legge di bilancio.14 Si può dunque facilmente comprendere come il boom del settore negli ultimi anni sia principalmente il risultato degli investimenti pubblici “a pioggia”. Si consideri che circa il 55% del PNRR, cioè 107 miliardi di euro dei 194 complessivi, impatta sul settore delle costruzioni. In totale sono 19200 le opere pubbliche finanziate con il PNRR15, ma di molte di queste i lavori non sono conclusi. A ottobre 2025 solo 5546 erano quelle definitivamente collaudate. Principalmente erano piccole opere, infatti il loro valore finanziario rappresenta appena il 4,2% di quello complessivo degli interventi considerati.16 In sostanza i megaprogetti sono spesso in ampio ritardo a pochi mesi dalla conclusione ufficiale del PNRR.
La causa dei ritardi è collegata ad una serie di colli di bottiglia che il mercato delle costruzioni “drogato” dai fondi pubblici fatica ad affrontare. Nonostante le massicce misure di semplificazione del quadro normativo sui contratti pubblici, spesso in deroga alle norme ordinarie, gli enti locali si trovano in difficoltà a gestire le rendicontazioni e mancano di personale tecnico adeguatamente formato. Ma a pesare sono soprattutto i ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione. I trasferimenti dal Ministero agli enti locali e dagli enti locali alle aziende sono rallentati passando da quattro a cinque mesi17, dunque per il meccanismo che abbiamo visto sopra molte imprese si trovano a corto di liquidità ed i cantieri si bloccano. A pesare ulteriormente è l’aumento del costo delle materie prime che sta impattando duramente sul settore delle costruzioni.
A tremare non sono solo le imprese di medio calibro come Manelli, ma anche i giganti delle costruzioni come Pizzarotti. Il general contractor, gestito tramite la holding Mipien, aveva a settembre 2025 centinaia di milioni di euro di debiti che non riusciva a rinegoziare.18 Per salvare l’impresa è dovuto intervenire lo stato attraverso il gruppo FS che ha rilevato un segmento della produzione di traverse ferroviarie, attraverso la divisione Prefabbricati e la controllata Traversud.
Crisi?
In realtà la storia recente italiana è costellata di improvvisi fallimenti di general contractor del calibro di Pizzarotti. Sono famosi i casi di Astaldi19 (2018, incorporata da quella che sarebbe diventata WeBuild di cui parleremo nelle prossime puntate), Condotte20 (2018) ed il fallimento di CMC21, la storica cooperativa edile di Ravenna, arrivato nel 2025 dopo anni di concordato preventivo22. Dunque quelli di Manelli e Pizzarotti non si possono considerare casi isolati, ma piuttosto un sintomo di contraddizioni sistemiche che sembrano intensificarsi negli ultimi anni. Il problema è il modello fortemente speculativo su cui si basa il sistema delle costruzioni italiano, con appalti al ribasso, subappalti selvaggi e finanziarizzazione. Ma di questo ne parleremo la prossima volta.
Questo approfondimento sul capitalismo del cemento in Italia continuerà in una seconda parte in cui verranno trattati i temi della finanziarizzazione e del ruolo del settore delle costruzioni nell’economia e nell’occupazione nel nostro paese. Una terza parte poi sarà dedicata alla geografia dell’infrastrutturazione recente in relazione allo sfruttamento dei territori ed alla loro collocazione nelle catene del valore.
https://www.industriafelix.it/albo-doro-2025/
https://www.ilpost.it/2026/02/20/crisi-manelli-cantieri-pnrr/
https://www.lasicilia.it/news/home/3008220/grandi-opere-svolta-nei-cantieri-siciliani-in-crisi-la-nuova-cmc-appena-comprata-all-asta-pronta-a-prendere-il-posto-di-manelli.html
https://www.bergamonews.it/2025/12/20/gamec-si-ferma-la-crisi-di-manelli-spa-ritardi-e-proteste-in-giro-per-litalia/855966/
https://www.lastampa.it/alessandria/2025/11/17/news/terzo_valico_stipendi_ritardo_cantiere_pozzolo_formigaro_manelli_bari-15398720/
https://www.milanofinanza.it/news/a-hitachi-manelli-e-alstom-commessa-da-326-milioni-per-la-nuova-linea-del-tram-di-brescia-202506181712161953
https://www.ansa.it/liguria/notizie/2025/08/07/metropolitana-genova-rescinde-contratto-con-azienda-manelli_d5b83127-37d4-4f53-8784-674c53234add.html
https://www.cgiltreviso.it/categorie/fillea/comunicati/2516/sciopero-ad-oltranza-dei-lavoratori-della-manelli-stop-cantieri-autostradali-dell-a27
https://bari.repubblica.it/cronaca/2024/11/24/news/policlinico_foggia_il_dg_lascia_e_diventa_direttore_di_manelli-423713309/
https://i2.res.24o.it/pdf2010/S24/Documenti/2024/11/19/AllegatiPDF/campioni_crescita_2024_COSTRUZIONI.pdf
https://www.secapspa.it/wp-content/uploads/2025/02/TOP-200-costruzioni-gennaio-2025.pdf
Si stima che siano quasi undicimila le aziende “apri e chiudi” cioè quelle aziende che si sono iscritte al registro ATECO nel 2020 in occasione del varo del 110, per poi chiudere entro i tre anni successivi. https://www.anceemilia.it/wp-content/uploads/2024/02/Superbonus-11.000-aziende-sparite-Sole-24-Ore-27.2.2024.pdf
https://blog.fenealuil.it/2025/01/09/settore-costruzioni-italia-trainante-rischio/#:~:text=umano%20nei%20cantieri-,Il%20settore%20delle%20Costruzioni%20in%20numeri,le%20ore%20lavorate%20del%2025%25.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/20/pnrr-costruzioni-ripresa-investimenti-news/8263017/
https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-opere-pubbliche-a-pochi-mesi-dal-termine-del-pnrr/
Ibidem.
https://www.lastampa.it/economia/2026/03/03/news/pnrr_allarme_pagamenti_in_ritardo_edili_cinque_miliardi-15529301/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/05/pizzarotti-ferrovie-stato-salvataggio-crisi-oggi/8115154/
https://www.corriere.it/economia/18_ottobre_04/astaldi-dossier-salini-impregilo-concordato-non-fallimento-91c0f8ac-c79c-11e8-95ee-ea5556d06e7a.shtml#:~:text=Astaldi%2C%20il%20dossier%20Salini%2DImpregilo%20%C2%ABE’%20un%20concordato%2C%20non%20un%20fallimento%C2%BB%20%2D%20Corriere.it.
https://lespresso.it/c/archivio/2018/12/13/il-crac-di-condotte-e-quelle-ricche-consulenze-a-parenti-e-amici-di-renzi-e-boschi/43785
https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/economia/25_maggio_23/ravenna-il-colosso-cmc-va-all-asta-l-azienda-che-doveva-costruire-il-ponte-sullo-stretto-ha-600-dipendenti-361a9a3e-b4fb-4d3b-aee2-f01301e24xlk.shtml
Il concordato preventivo è la procedura con cui le imprese private possono concordare un piano di rientro da una situazione debitoria per evitare di incappare nella liquidazione da parte del tribunale.



